La Camellia Sinensis - Prima parte

Infiniti sono i gusti, i profumi e i colori che possono sprigionarsi da una tazza di tè. Tuttavia, sia esso verde, nero, bianco o wulong, Orange Pekoe, Sencha, o una delle altre centinaia di varietà disponibili, una sola è la pianta da cui tutto trae origine e il suo nome è Camellia Sinemis
La Camellia Sinensis è un arbusto sempreverde che cresce spontaneamente nel Sud-Est asiatico, in un’area che va dalla Cina al Vietnam e dall’India al Tibet. È una pianta molto resistente e longeva, che potenzialmente potrebbe vivere ovunque, anche nel Mediterraneo o in cima a montagne oltre i 2.000 metri; il suo clima ideale però è caldo e umido, con piogge abbondanti e cambi di temperatura stagionali non troppo marcati, per questo viene coltivata principalmente nelle aree umide tropicali ed equatoriali che offrano un suolo ricco e acido. 

Esistono moltissime varietà di Camellia Sinensis: la più coltivata è la Camellia sinensis assamica, o Assam, che ha minore resistenza al freddo ma produce abbondanti foglie, larghe e lunghe, e se lasciata incolta può vivere oltre un secolo diventando un albero alto anche 15 metri. La varietà più antica invece è la Camellia Sinensis Sinensis, o China, che viene coltivata a fini commerciali da oltre 2000 anni, ha foglie più piccole e dentellate e sviluppandosi come un arbusto con molti tronchi arriva intorno ai 6 metri di altezza al massimo. La varietà China ha una resa inferiore della Assam, ma sopporta meglio il freddo e può crescere anche ad altitudini elevate producendo foglie più tenere che danno un infuso dolce e delicato. 

Nonostante la varietà cinese sia considerata la più antica e le origini del tè siano comunemente associate alla Cina, pare che le prime piante siano arrivate dall’India settentrionale forse portate dai monaci buddisti che ne usavano le foglie come stimolante e medicinale.

 

Tratto da "L' Isola del Tè, viaggio dalla piantagione alla tazza" di Valeria Vicentini